Il paese del sorriso si tempi del Covid-19

Viaggiare non è solo scoperta ma anche un continuo dono, un continuo arricchimento e ripristino del nostro animo e del nostro cuore.

Oggi vogliamo parlarvi del paese del sorriso, forse uno dei primi dopo la Cina a registrare casi di covid-19, che prontamente si è messo in gioco per respingere e limitare questo fenomeno. Il tracciamento dei primi pazienti risale al 23 gennaio e fino agli inizi di marzo non ci furono perdite, grazie agli interventi del personale sanitario e delle misure di prevenzione già collaudate.

 

 

 

 

 

 

 

 

Simultaneamente venne attivato il sistema di quarantena preventiva per chi all’arrivo presentasse sintomi riconducibili al virus, tutto questo senza fermare il flusso turistico, che tenuto a rispettare diverse regole (come compilazione di certificati di sanità, misurazione della temperatura negli aeroporti ed essere in possesso di un’assicurazione sanitaria) poteva ancora circolare.

Tra i mesi di marzo e aprile alcune realtà pubbliche e attrazioni turistiche, per evitare il contagio, previdero la chiusura privata delle proprie attività eliminando così l’affollamento e l’aggregazione; inoltre per poter limitare i contagi vennero vietati temporaneamente tutti i collegamenti aerei.

Nel mese di maggio vennero ripristinati i voli nazionali, un piccolo segno positivo verso il ritorno ad una situazione turistica sana e vigile, confermato anche dalla decrescita dei contagi nel mese di giugno e dalla prospettiva verso una precedente quotidianità nel mese di luglio. 

È proprio da questo mese che si consentì l’ingresso nel paese ai soggetti muniti di visto lavorativo, autorizzazione sanitaria o di residenza e dal mese di settembre venne ufficialmente consentito l’ingresso ai possessori di visto speciale (con durata di minimo 60 giorni). Questa formula di ingresso nel paese prevede 14 giorni di quarantena iniziali come prova di un periodo di lunga permanenza in Thailandia.

Insieme a queste positive novità abbiamo assistito alla riapertura degli hotel nel mese di ottobre e del consolidamento del nuovo sistema per la richiesta del visto d’ingresso, dove troviamo il classico di 60 giorni estendibile per altri 30, oppure il visto non-immigrant di 90 giorni di durata.

Augurandoci di poter continuare a scrivere di nuove aperture ai viaggi leisure nel mondo, vogliamo ringraziare il nostro ufficio corrispondente con sede a Bangkok per aver mantenuto con noi una fitta corrispondenza e comunicazione di tutti gli eventi e normative vigenti; soprattutto ci congratuliamo con loro per l’ottenimento dei seguenti riconoscimenti:

  • Certificato di Sicurezza e Salute (SHA) rilasciato dall'Autorità per il Turismo della Thailandia (TAT)
  • Timbro Viaggi Sicuri rilasciato dal Word Travel and Tourism Council (WTTC)

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